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- L'autobus - Pierangelo Bertoli_1974 - Album 'A muso duro'_1979 Siam tutti qui sull'autobus seduti ed assonnati, corron con poca voglia gli ultimi arrivati. Ognuno prende posto, in fondo al suo cantone, si chiude in un silenzio che è fatto di oppressione. E gli operai sull'autobus son pronti per partire, le donne, i vecchi e i giovani son stanchi di aspettare. Svoltato il primo angolo il sole ci colpisce, la luce cambia i visi e gli occhi ci ferisce e sembra che le bocche non vogliano parlare, che stare in quel silenzio sia un fatto naturale. Lento cammina l'autobus, il viaggio è cominciato ed il parlare è un fatto che sembra sia vietato. |
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Ma certo non è vero, Maria non può tacere, si arma di un sorriso che non sa trattenere, e parla a poco a poco con chi le sta più accanto e poi alza la voce, ora il silenzio è infranto. Viaggia più allegro l'autobus, quasi avesse capito, il muro del silenzio è stato demolito. Siam tutti un po' sorpresi, colpiti, svergognati, come se a quel silenzio fossimo rassegnati. La maschera dal viso si scioglie come cera, la nostra faccia adesso diventa quella vera. Spedito imbocca l'autobus strade sempre più grandi e porta all'apertura del cuore dei viaggianti. |
Le idee prendono forma, ti escono dai denti, e vanno a stuzzicare le orecchie dei presenti. Si parla del lavoro, del misero salario, dei furti e degli abusi che compie il proprietario. E l'autobus si ferma, raccoglie facce nuove, dal fondo della mente qualcosa ora si muove. Ed è arrivata a tutti la voglia di parlare e la scoperta insieme che adesso si può fare. E l'allegria sorprende i pigri ad origliare, che anche se non parlano restano ad ascoltare. L'autista è come noi, parla con il vicino, è nuovo in questo giorno l'autobus del mattino. |
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